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venerdì 17 giugno 2016

Bruno Nardi: "Dante e la cultura medievale"!

Oggi parliamo di un altro libro su Dante:
Dante e la cultura medievale

di Bruno Nardi.
 

Diciamo subito che stiamo parlando di un testo scritto da  uno dei principali dantisti del Novecento. Gran parte degli studi di Bruno Nardi infatti, hanno riguardato, oltre che la storia della filosofia, Dante e i rapporti di quest'ultimo con la filosofia e il mondo medievale. L'espressione "Nel mondo di Dante" è anche il titolo di un suo famoso libro. Ma per ogni informazione su di lui, si rimanda alla voce dell'Enciclopedia dantesca redatta da Tullio Gregory.
Ma passiamo al testo di oggi.
La prima edizione è del 1942; la seconda risale al 1983. Oggi è possibile leggerlo nell'edizione Laterza. Ma non dobbiamo farci ingannare dalla data: è nel passato che sono state poste le basi delle riflessione sul Poeta. E si tratta di cose che difficilmente si ritrovano sui testi scolastici.
Il libro raccoglie una serie di saggi, relativi ad alcune questioni dantesche, delle quali (almeno di alcune) scriverò più approfonditamente nelle prossime puntate di questa rubrica.
Il primo saggio è dedicato alla "filosofia dell'amore nei rimatori italiani del Duecento e in Dante". Tutti sappiamo che l'argomento principale della poesia duecentesca era l'Amore. Di esso trattavano i poeti provenzali, i Siciliani, gli Stilnovisti. Intorno all'Amore c'era tutto un dibattito? Ma quando era inziato? Da cosa era nato? Come si era sviluppato? E con quali diverse modalità era stato trattato?
E poi, come venne trattato da Dante? Il Poeta iniziò da stilnovista, ma arrivò nella Commedia ad una concezione molto diversa dell'Amore. La teroia tradizionale dell'Amore è quella esposta da Francesca nell'Inferno (nel famoso episodio di Paolo e Francesca). Che per Dante però, è anche una concezione sbagliata perché afferma l'irresistibilità della passione umana, laddove invece, la Ragione consente all'uomo di resistervi.
Il secondo saggio è dedicato a Guido Cavalcanti, il primo amico di Dante, e al suo possibile averroismo. Il terzo è relativo al commento della sua famosa canzone Donna mi prega.
Il quarto saggio è dedicato all'episodio di Ulisse. Per il Nardi, il famoso eroe avrebbe commesso un peccato simile a quello di Adamo ed Eva nel cercare di superare le colonne d'Ercole. Idea che io non condivido appieno, ma che è ben argomentata.
Il quinto riguarda il rapporto di Dante con il latino e il volgare. Il Poeta fu un vero e proprio paladino del volgare italiano, cioè dell'Italiano.
Poi ci sono vari saggi sulla natura dell'anima umana secondo Dante: e questa è forse la parte più complessa insieme a quella relativa al Cavalcanti.
Ed infine c'è il saggio "principe" di Nardi, quello che contiene esposta completa la sua idea di Dante profeta. Non c'è dubbio sul fatto che Dante si ponesse, nel Poema, come un profeta. Ma secondo lo studioso, Dante si riteneva davvero un "profeta". Si tratta di un capitolo, questo, molto interessante; e per certi aspetti divertente, come lo sono tutti quelli in cui i saggisti rispondono alle critiche di altri saggisti.

Come ho già segnalato, prossimamente discuterò di alcuni di questi argomenti, oltre che di altri, sempre relativi al Poeta.

Per ora, invece, vi saluto.
Alla prossima!

mercoledì 15 giugno 2016

Uno dei più bei commenti della Divina Commedia!

C'è un libro che può sembrare "pesante" da leggere, invece rimane il libro più bello del mondo!
È la Divina Commedia di Dante.
Ovviamente non ho nessuna intenzione qui di parlare della Commedia, o di esaltarla, o di raccontarne i contenuti. Che senso avrebbe?
Tutti li conosciamo!

Quello che vorrei invece, è consigliare un commento.
Sì, perché quello che conta, oltre al testo vero e proprio, è il commento.
Ho avuto modo di leggere, anche più volte, diversi commenti del poema, e devo dire che nessuno mi è sembrato più completo e soddisfacente di quello scritto da Anna Maria Chiavacci Leonardi per la Mondadori qualche anno fa.




I volumi, ovviamente, sono i canonici tre.
Ognuno è anticipato da un Introduzione generale, che elabora un quadro generale del contenuto di ogni cantica, con tutti i riferimenti storico-letterari del caso.
Poi, ogni canto è introdotto da una presentazione, che delinea le tematiche principali, inquadrandole da un punto di vista linguistico, storico, religiso, narrativo, ecc.; e che è concluso da una ricca bibliografia.
Infine, c'è il commento vero e proprio.

Quello che mi piace molto di questa edizione è il rigore dell'analisi, senza grandi fronzoli né retorica. È chiaro che la lettura del Paradiso non può prescidere da un po' di astrattezza, ma nell'insieme, il commento rimane concreto. Detto in parole povere: "spiega tutto".
Tanti sono poi, i riferimenti letterari (di tipo classico e religioso), e ben dipinto è il quadro storico complessivo, cosa che rende chiarissimo il contesto e lo spirito del grande poema.
Non vorrei peccare di presunzione nel dire questo, ma credo che questo commento lo avrebbe apprezzato lo stesso Dante!

Per concludere: a chi venisse lo schiribizzo di leggere o di rileggere la Commedia, lo consiglio vivamente.

Alla prossima.
Saluti.